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Comune di Trevignano
Provincia di Treviso

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Il Comune - Economia


Principali attività economiche:

Agricoltura
Attività ecologiche
Cave di ghiaia
Centri commerciali abbigliamento ed arredo
Cunicoltura
Fungicoltura
Industria calzaturiera e sportiva
Industria del latte e prodotti caseari
Industria del tessile e dell'arredamento
Industria della plastica
Vivaismo
Zootecnia ed allevamento


INDIRIZZI UTILI
Sportello Unico per le Attività Produttive:
www.unicoperlimpresa.it

Consorzio Brentella
Via S. Maria in Colle, 2 - Tel. 0423-2917

Consorzio TV3  (rifiuti)
Vicolo Catrisana, 6 - Trevignano - Tel. 0423-675700

Carabinieri Montebelluna
Via Sansovino - Montebelluna - Tel. 0423-2879

Servizi per l'Impiego (collocamento)

Via Vivaldi, 18/a - Montebelluna - Tel. 0423-22091
Agenzia delle Entrate
Via Buzzati, 18 - Montebelluna - Tel. 0423-286000

L'Industria
L'industrializzazione della provincia di Treviso comincia ad avviarsi con ritmi molto lenti intorno alla metà dell'Ottocento. Sino ad allora più che di industria si era sempre parlato di artigianato per lo più rudimentale e destinato a rifornire i mercati locali.
Furono le innovazioni tecnologiche del XIX secolo a incrementare lo sviluppo del settore, che in una zona prettamente agricola come questa, vide inizialmente la nascita solo di industrie di trasformazione derivate dall'agricoltura come quella alimentare o della lana e della seta. Infatti nel comprensorio montebellunese erano moltissime le filande e gli allevamenti di bachi da seta. Anche a Trevignano si erano insediate una fabbrica di gazzose e una manifattura tessile, che era funzionante sin dalla prima metà del'900. Lo stabilimento era di proprietà della famiglia Isetta che aveva iniziato l'attività nel 1924 a Biadene di Montebelluna, dove la sua Manifatttura Tessile produceva tessuti di cotone molto ricercati.

Comunque pochissime erano le industrie presenti a Trevignano e la maggior parte della popolazione impiegata nel settore, trovava lavoro fuori comune, nelle aziende del comprensorio Montebellunese. L'industria serica deteneva il primato, sia per numero degli adetti, sia per la qualità della produzione ed era seguita dall'industria alimentare, dalla chimica e da quella dei laterizi e della lavorazione del legno. Fiorente era anche l'artigianato: frabbriche di zoccoli, di mobili in vimini, di stuoie per sedie e numerose erano anche le sartorie.
In particolare per quanto riguarda il legno e la sua lavorazione, Trevignano vanta una sua tradizione grazie alla falegnameria Zanella, che agli inizi del secolo deteneva il brevetto della "pasta legno". La ditta infatti si era specializzata nella produzione di panneli truciolari, ottenuti pressando un impasto di colla e di trucioli residui dalla lavorazione del legno. Questi pannelli, trovavano impiego sia nella produzione di mobili, che nell'isolamento termo-acustico.

Le due guerre mondiali segnarono una battuta d'arresto per l'economia dell'intera nazione e per l'industria della zona. Infatti, data la sua collocazione nel territorio nazionale, la Provincia di Treviso, fu spesso teatro di conflitti e presa di mira dai bombardamenti.
Nel primo censimento post-bellico del 1951, l'industrializzazione dell'intera Marca Trevigiana risutava fragile ed immersa in un ambiente produttivo ancora prevalentemente legato all'agricoltura.
Più della metà della popolazione continuava a lavorare nel settore agricolo, mentre solo il 31% trova impiego nell'industria e nell'artigianato.
Da questo momento in poi inizia la vorticosa ascesa del settore nonchè la crescita delle industrie della zona. Le iniziative imprenditoriali e gli investimenti si moltiplicano aumentando la richiesta di manodopera specializzata.
Nel ventennio compreso tra gli anni 50' e '70, il volto produttivo della provincia di Treviso cambia; più della metà, circa il 53%, della popolazione attiva lavora nell'industria e nell'artigianato produttivo, mentre l'agricoltura, da sempre settore trainante dell'economia locale, indietreggia e conta tra i suoi adetti solo un 16% della popolazione attiva.
A Trevignano, in questo periodo, si passa dalle circa 600 unità impiegate nell'industria alle oltre 1400.
In solo vent'anni dunque, la Provincia e Trevignano con essa, viene gradualmente ricoperta da un fitto tessuto di attività produttive, composto soprattutto da piccole e medie imprese manifatturiere.

Naturalmente, le benefiche conseguenze di questo accellerato processo di industrializzazione si sono riflesse da prima sul mercato del lavoro e poi sul benessere generale della zona. Trevignano dichiarato nel 1968 "zona depressa" e cioè zona economicamente disagiata priva di risorse naturali e carente di industrie, rapidamente vede la sua economia risanarsi e da Comune di emigranti, svuotato della sua forza lavoro, diviene ben presto terra di immigrazione.
I rami produttivi che si sviluppano maggiormente sono: il tessile- abbigliamento, la carpenteria metallica, l'alimentare, il legno (mobilio ed infissi) ed il calzaturiero. Sarà proprio negli anni '70 che nel Comune si insedieranno circa il 40% delle industrie che ancor oggi sono presenti nel territorio. Tra queste vi è anche la Nordica, che leader mondiale dello scarpone da sci, proprio a Trevignano ha trasferito la sua sede centrale.
All'interno del territorio comunale, oltre a Trevignano, l'area con maggior sviluppo industriale resta Signoressa: la presenza della linea ferroviaria Treviso-Montebelluna e della statale Feltrina rendono il paese la zona più idonea per qualsiasi tipo di insediamento produttivo-industriale.

Con gli anni ottanta, la provincia è entrata in una fase di sviluppo post-industriale dove la maggioranza della popolazione attiva viene impiegata nei servizi più che nei lavori strettamente produttivi. Ma nonostante tutto l'industria locale, ancora oggi, continua ad avere la sua centralità nel contesto economico della zona, tanto che il reddito prodotto proviene infatti per quasi il 50% dal settore secondario.


 
Il Commercio
Come per l'industria, soltanto nell'ultimo dopoguerra si è verificato un forte incremento anche per il settore commerciale.
Inizialmente la localizzazione e la strutturazione dei punti vendita era casuale ed insufficiente. Infatti ogni frazione possedeva solo uno o due esercizi commerciali, che dislocati in centro al paese, erano per lo più rivolti a rifornire la popolazione dei generi di prima necessità. Spesso infatti un unico esercizio fungeva da ferramenta, cartoleria, tabaccheria e negozio di alimentari.
E' soprattutto durante l'ultimo ventennio che la struttura commerciale del comune ha subito i maggiori cambiamneti e gradualmente ha assunto un assetto più razionale ed omogeneo.
Ma la situazione ottimale non venne allora e non è stata ancora raggiunta. Infatti attualmente, la distribuzione dei punti vendita nel territorio comunale, continua ad essere casuale e indifferenziata e ogni centro ha una sua conformazione particolare.

Il centro di Signoressa dislocato lungo la statale 348 Feltrina, è quello che ha sviluppato un'offerta di servizi terziari maggiore e che soddisfa in una certa misura anche il fabbisogno esterno al comune. Lungo la Statale infatti, si sono insediati una serie di punti vendita di grande dimensione e di interesse interprovinciale.
Falzè invece, grazie alla sua posizione al centro del territorio comunale, ospita da sempre alcune funzioni centrali importanti. Così il settore commerciale ha avuto un suo sviluppo proprio in funzione dei servizi già presenti.

Per Trevignano e Musano invece la situazione è diversa.
Trevignano come capoluogo, ha da sempre una funzione superiore, rispetto agli altri centri, perchè è la frazione con più abitanti e con maggiori insediamenti, ma anche e soprattutto perchè detiene una serie di funzioni e di servizi a livello sovracomunale.
Musano invece, a causa dell'inadeguatezza di alcuni assi di collegamento interni, ha progressivamente perso gran parte delle sue funzioni commerciali ed è divenuto lentamente solo un luogo di transito o di semplice residenza.

I settori merceologici presenti nel Comune sono suddivisi in: 10% appartenenteti al settore alimentare; 28,4% al settore abbigliamento, 50,8% al settore arredamento, eletrodomestici e articoli per la casa; il 2,4% ai mezzi di trasporto e comunicazione; il 5,7% alle ricreazione, istruzione, cultura; il restante 2,6% agli altri beni di consumo.
E' opinione comune che solo la razionalizzazione dei punti vendita e una maggiore valorizzazione dei centri storici, potrebbe dare nuovo impulso al commercio nel Comune ed è proprio per fare questo che gli addetti del settore, hanno dato vita ad un associazione; "Trevignano per te".
In questi ultimi anni, l'associazione ha promosso, non solo iniziative commerciali, come l'abbellimento e la valorizzazione dei centri cittadini nelle occasioni natalizie, ma ha dato anche, il suo contributo per la realizzazione di numerose attivit? socio-culturali molto riuscite.

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