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Comune di Trevignano
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Il Comune - notizie storico-architettoniche

Notizie tratte dal libro di:

 

Cristina Feltrin   e   Nicoletta Bötner

 TREVIGNANO E  LA SUA STORIA

II EDIZIONE AGGIORNATA

Maggio 2000

In occasione del primo raduno mondiale dei Trevignanesi

Tipografia Volpaghese
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LE ARCHITETTURE RELIGIOSE

Sin dal Medioevo i centri caratterizzati da una forte presenza religiosa sono Signoressa e Musano. La loro ubicazione sulle vie di transito (Postumia e Feltrina), ne faceva luoghi ideali per far sorgere monasteri e capitelli che costituivano punti di riferimento per i pellegrini in viaggio.
Gli oratori di S. Elena a Signoressa e di S. Sisto a Musano ne sono un esempio, mentre Palazzo Frassetto e Casa Vidotto che sono stati due conventi, rappresentano altri due importanti esempi di architetture religiose presenti nella zona.

LA CHIESA DI TREVIGNANO
La prima parrocchiale di Trevignano, intitolata ai Santi Tabra Tabrata e Teonisto e Margherita era costituita da una semplice cappella con un piccolo campanile probabilmente inglobato nella costruzione. Come molte parrocchie della zona, già a partire dal 1164, godeva di un beneficio che estendeva anche a Venegazzù e a Falzè. Con quest'ultima in particolar modo costituiva un unico rettorato che dipendeva dalla Capopieve di Montebelluna e che fu al centro di numerose controversie per la riscossione del beneficio. Infatti solo nel 1343, dopo secoli di lotte avvenne la separazione; Falzè fu limitata nei suoi poteri e fu fatta dipendere direttamente dalla Collegiata di Montebelluna mentre Trevignano continuò ad estendere il suo beneficio al solo Venegazzù.
La prima chiesa, venne costruita tra la fine del '400 e i primi del '500 e in quest'occasione viene estesa la contitolarità parrocchiale anche a Santa Margherita.
Il primo restauro invece risale alla metà del '600 e fu reso possibile grazie anche alle generose offerte della famiglia Onigo, che proprio in questa chiesa aveva la cappella di famiglia.
Le mappe antiche seicentesche, redatte su sommissione della Serenissima, non forniscono un'immagine particolarmente dettagliata dell'aspetto dell'edificio all'epoca. Si vede solo che il cimitero del paese si trovava nelle vicinanze della chiesa e infatti fu con Napoleone, nel ‘800, che verrà portato fuori dal centro cittadino e situato al confine tra le due parrocchie.
Ricostruire l'aspetto originario della chiesa è un'operazione difficile data la mancanza di documenti che la descrivano e date le numerose modifiche subite nel corso dei secoli.
Una delle più grandi opere di restauro fu compiuta nella seconda metà del '700.
L'allora Parroco Giovanbattista Marchetti lasciò più di 100 ducati affinché venissero realizzati la nuova chiesa ed il nuovo campanile seguendo i disegni realizzati dell'architetto Massari.
Il restauro non fu seguito dall'autore del progetto, ma da un capomastro che voleva invece fare di testa sua. Nacquero perciò delle controversie tra la comunità che voleva il rispetto del progetto ed il capomastro "ribelle". Alla fine le due parti arrivarono ad un accordo che portò alla realizzazione dell'attuale campanile e della facciata della chiesa.
Il secondo grande intervento di restauro che la chiesa ha subito risale al 1940. L'allora Monsignor Mazzarollo ne ordinò il restauro e l'adeguamento dato che la chiesa, da tempo si dimostrava insufficiente ad accogliere tutti i fedeli. Vennero aperte due navate laterali, l'organo fu spostato dietro l'altare maggiore e al suo posto venne collocata la pala di Santa Emiliana, lascito della famiglia Onigo, mentre gli stucchi che ornavano pareti e soffitti, come si può notare dalla foto d'epoca, furono quasi interamente asportati.
Verso la fine degli anni '80, la chiesa ha ancora una volta avuto bisogno di manutenzione.
Così Don Sebastiano Monico, attuale parroco e la comunità di Trevignano, hanno deciso di raccogliere i fondi necessari e dare il via ad una serie di interventi di restauro che hanno compreso tra l'altro la sostituzione dell'antico pavimento.

LA CHIESA DI FALZÉ
Falzè e Trevignano, costituivano un unico rettorato che dipendeva dalla Capopieve di Montebelluna. La riscossione del beneficio fu al centro di numerose discussioni tra le due parrocchie, sino a quando, nella prima metà del ‘300, le due parrocchie vennero divise. Il vescovo infatti, diede al paese l'autorizzazione per la costruzione di una propria chiesa, anche perché nel frattempo Falzè o Falzedo, aveva aumentato di molto il numero dei suoi abitanti.
In seguito nel 1426, il rettorato di Montebelluna, permise agli abitanti di poter costruire anche un cimitero tutto intorno alla chiesa.
Le liti con Trevignano, continuarono e nel 1557, a seguito di un processo che vide coinvolti i parroci delle due Chiese, fu chiuso il Battistero di Falzè.
Solo nel 1822, venne di nuovo riconosciuta la titolarità della parrocchia, permettendo al Parroco di Falzè di amministrare il culto.
Nel 1825, venne costruita la chiesa dedicata a San Girolamo e a Santa Teresa e la Madonna del Carmine.
Abbattuta poi nel 1889, l'anno seguente iniziarono i lavori di costruzione di quella nuova. Opera dell'architetto veneziano Cadorin, fu inaugurata nel 1931 dal Vescovo di Treviso Longhin.
Di recente, anche questa chiesa ha subito un intervento di restauro che ha coinvolto l'edificio in tutte le sue parti.

LA CHIESA DI MUSANO
La chiesa parrocchiale di Musano ha origini molto antiche. Era una delle cappelle che dipendevano dalla Pieve di Postioma ed era dedicata a San Martino di Tours e San Sisto II Papa.
Sino da 1184, il suo beneficio era goduto dai canonici del Capitolo di Treviso, ma a partire dal 1500, una bolla papale, trasferì il beneficio a favore della famiglia Banfio il cui pre' Luca era Canonico Decano della Cattedrale di Padova. Il Banfio mise un vicario a rappresentarlo e tale situazione perdurò sino al 1700.
Nel 1770 venne costruita quella che è l'attuale chiesa e dieci anni più tardi fu eretto il campanile.
In tale periodo venne nominato anche il primo Parroco, Don Gian Maria Mogno.
Comunque solo nel 1779 la chiesa venne consacrata ai Santi Martino e Sisto. A quest ultimo sin dal 100 era dedicata la "chiesetta" ai margini del paese.

LA CHIESA DI SIGNORESSA
Signoressa già dal Medioevo si distingueva per la forte presenza religiosa; diversi infatti erano gli ordini monastici che abitavano la zona o che possedevano beni in paese, in particolar modo i canonici del Capitolo di Treviso.
Inizialmente la chiesa era una semplice cappella che dedicata alla Madonna Assunta e a Santo Osvaldo e collegata a quella di Musano, faceva capo alla Pieve battesimale di Postioma.
Musano e Signoressa rimasero unite per diversi secoli e come per Trevignano e Falzè, non mancarono anche qui disaccordi per la riscossione del beneficio.
Nel 1480, la popolazione costretta a vivere miseramente anche a causa dalle calamità naturali che si erano abbattute sulla zona, si rifiutò di pagare la luminaria che ardeva perennemente in chiesa. Questo fece irritare il vescovo che decise così di impedire lo svolgimento di qualsiasi funzione nella chiesa sino al 1564.
Per molti secoli, la chiesa del paese versò in pessime condizioni.
Monsignor Molin nel 1603 a seguito di una sua visita pastorale, rileva che la chiesa si presenta in disordine ed in stato di semiabbandono; con il tetto di paglia che perde acqua.
Nel 1777 anche il vescovo diocesano rileva che la chiesa è piccola, vecchia ed in pessime condizioni. Dopo quest'ennesima constatazione viene deciso di dare inizio ad una nuova parrocchiale. La posa della prima pietra avviene nel 1854 e la chiesa viene ultimata su disegno del Legrenzi nel 1858.
La prima impalcatura orchestrale e le decorazioni interne vengono eseguite tra il 1910 ed il 1912, mentre l'ampliamento con l'aggiunta delle due navate laterali risale al 1929.
Negli anni sessanta, in concomitanza con le celebrazioni del centenario della parrocchiale, furono eseguiti diversi interventi di restauro tra i quali la quasi completa ridipintura dell'interno, lo spostamento dell'organo nell'altar maggiore e la collocazione di due nuovi confessionali.
Il campanile, i cui lavori iniziarono nel 1896, fu ultimato cinque anni più tardi, nel 1901.

 

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